Il 30 gennaio 1964 a Roma esordisce Sedotta e abbandonata, con cui Pietro Germi, complici i co-sceneggiatori Age & Scarpelli e Luciano Vincenzoni, affina, dopo Divorzio all’italiana, il suo sguardo grottesco su arcaiche tradizioni siciliane, per una riflessione nazionale e universale. Le tribolazioni di un uomo (Saro Urzì) a causa della giovanissima figlia (Stefania Sandrelli), incinta del vile fidanzato (Aldo Puglisi) della sorella, diventano satira puntuale della contemporaneità. Le leggi su matrimonio riparatore e delitto d’onore nel nostro Paese sarebbero state abrogate solo nel 1981.

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